Alberto Bassi
Architetture esemplari a San Marino

Architettura nel piccolo stato. San Marino fotografie d’autore intende fornire una ricognizione di qualità dell’architettura della Repubblica, ispirata dallo spunto contenuto nel titolo della XII Mostra internazionale di architettura di Venezia 2010 che invita a ragionare attorno all’incontro fra edifici, spazi e persone.
Pensata scientificamente, curata e progettata da un gruppo di lavoro dell’Università degli studi della Repubblica di San Marino, in particolare del Corso di laurea in disegno industriale (indirizzo congiunto con la Facoltà di design e arti dell’Università IUAV di Venezia), muove da un’indagine e selezione critica e sceglie un’inedita modalità di rappresentazione e racconto, quella fotografica.
La ricognizione sulle presenze architettoniche in relazione al contesto delle preesistenze storiche e del paesaggio, guidata dallo storico dell’architettura Maddalena Scimemi, ha identificato tre grandi temi assieme concreti e ideali: il rapporto fra costruito e ambiente naturale; la relazione fra architettura e fruizione sociale; la funzione degli edifici nella rappresentazione dei differenti “poteri”, politico ed economico.
Un percorso che ha permesso di trovare una decina di emergenze significative, di volta in volta collegabili a diverse modalità e occasioni di intervento progettuale. Da quelle condizionate e in qualche modo generate dal contesto paesaggistico a quelle segnate dal tratto forte e riconoscibile del progettista, a quelle infine – e paiono le più interessanti – che cercano un dialogo caratterizzato eppure leggero fra ambiente, spazi e persone.
Ne emerge uno scelto panorama identificativo di direzioni, modalità e percorsi, che in verità sembrano talvolta smarriti nelle pratiche contemporanee. A cominciare dal ruolo e dalla funzione pubblica, che la selezione propone anche attraverso le figure di progettisti sammarinesi. Il ruolo e l’impatto, talvolta controverso, degli interventi di architetti italiani e internazionali è ricondotto e valutato all’interno di un significato qualitativo, dunque non puramente nominalistico.
Le architetture selezionate sono state poi sottoposte alla lettura fotografica di autori, individuati dagli storici e fotografi Giorgio Majno, Patrizia Ferreri e Sergio Giusti. Intento dichiarato è non tanto e non solo un’indagine didascalica dell’“artefatto”, quanto una proposta di interpretazione in relazione all’occhio del fotografo, ma anche agli stimoli derivanti dalle condizioni fisico-spaziali (luce/buio; natura/costruito; interno/esterno), nonché dalle presenze/assenze delle persone.
Le scelte autoriali per quanto riguarda punti di vista interpretativi, tecniche di ripresa e stampa contribuiscono alla costruzione di un itinerario di elevato livello.
Percorso e progetto della partecipazione sammarinese alla Biennale sono completati dagli interventi di visual design ed exhibition design, presso Palazzo Zorzi a Venezia, già sede Unesco, a cura rispettivamente di Francesco Messina e Dario Scodeller con Riccardo Varini, anch’essi, come gli altri specialisti coinvolti, docenti presso l’Università degli studi della Repubblica di San Marino.
La collaborazione fra le Segreterie di Stato, a cominciare innanzitutto dalla Segreteria per l’istruzione, la cultura e l’università, ha rappresentato una piccola ma importante opportunità di valorizzazione di risorse presenti sul territorio di San Marino, dall’Ateneo alle realtà economiche e istituzionali. Allo stesso tempo, dimostra come degli investimenti significativi e illuminati possano contribuire a costruire talune condizioni scientifiche e culturali necessarie allo stimolo positivo e propositivo per il Paese. Un legame fra i luoghi di elaborazione intellettuale e la conduzione di uno Stato che configura un modello virtuoso e “sistemico” per affrontare una congiuntura complessa e articolata, in cui più che mai paiono necessari pensiero, progettualità e visione del futuro.