Architettura nel piccolo Stato
Architetture esemplari a San Marino
La seduzione del luogo
Racconto e documento
Immagini per frammenti
Architettura nel piccolo Stato
“L’idea è di aiutare gli individui e la società a relazionarsi con l’architettura”, ha detto Kazuyo Sejima. Spazi di relazione. Così si definiscono i luoghi d’incontro che, vieppiù, sono realizzati per rispondere ai bisogni di socialità. Con l’esaurirsi del ruolo della piazza e del mercato, tali bisogni pare si appaghino, per lo più, nelle nuove “cattedrali del consumo”; ma, per fortuna, non solamente in quei luoghi. A San Marino i processi di un’urbanizzazione “iper–attiva”, in un territorio di assai modeste dimensioni (61.5 kmq), laddove la buona architettura, all’interno della copiosa produzione edilizia delinea a fatica le sue forme, ad un certo punto della loro massima espansione hanno visto nascere, affiancate agli edifici firmati dagli operator ilocali, anche le opere griffate dai “grandi nomi”. Ma, nella dimensione del piccolo Stato, quale ruolo svolgono le architetture dei “maestri”? Servono a mitigare il caotico sviluppo urbano? Indicano una nuova via per la riqualificazione della Città? Le architetture esposte nel Padiglione della Repubblica di San Marino sono passate al vaglio dell’obiettivo fotografico che cerca di coglierne l’essenza. Una visita alla mostra, progettata dal Corso di laurea in disegno industriale dell’Università di San Marino e strutturata in tre sezioni (Paesaggi di luce, Società e architettura, spazio del potere) di un unico tema, aiuterà a comprendere le opere realizzate nell’Antica Repubblica da architetti quali Aulenti, Azzurri, De Carlo, Foster, Michelucci, Rossini, Stacchini, Tajani, Vaccaro, Zani.

