Romeo Morri
Segretario di Stato per l’Istruzione, la Cultura e l’Università

L’architettura è nata anzitutto per soddisfare le necessità biologiche dell’uomo. Ma ben presto, dal concetto di utilità e funzionalità, si è passati al concetto di bellezza. Questi tre fattori possono essere messi in una ipotetica scala gerarchica: un edificio ha innanzitutto bisogno di stare in piedi, poi può ricoprire una funzione per la società, infine può essere costruito secondo criteri estetici. Ma l’attenzione alla bellezza non può venire prima dell’attribuzione di una destinazione, né qualsiasi uso o decorazione possono essere messi in atto se manca la stabilità strutturale. Da questo punto di vista, un ideale filo rosso lega l’idea architettonica dei popoli attraverso i paesi e la storia. Dagli Egizi ai Sumeri, agli Aztechi, ai Romani, alla Cina imperiale, al Giappone e perfino ai Lapponi, con le loro strutture di ghiaccio, è l’architettura a descrivere l’identità, la cultura, le tradizioni delle genti. Non a caso, dunque, il titolo di questa 12. Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia punta sull’incontro, sul legame, sull’occasione di confronto costruiti sulla rappresentazione dei modi di vivere: “People meet in architecture”. L’idea è di aiutare gli individui e la società a relazionarsi con l’architettura, aiutare l’architettura a relazionarsi con gli individui e la società, aiutare gli individui e la società a relazionarsi tra loro. Ma è anche un omaggio alla creatività, alla sostenibilità, alla vivacità culturale delle varie società e dei professionisti.
San Marino non ha cupole d’oro, non ha ponti avveniristici, né palazzi monumentali. La sua storia è quella di un piccolo Paese che ha mantenuto identità e indipendenza facendo tesoro delle scarse risorse a sua disposizione. Un’architettura di utilità e di difesa, in cui si è snocciolata la millenaria vita istituzionale e quotidiana e che oggi, unitamente al contesto paesaggistico che le fa da corona, è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Solo in epoca moderna San Marino si è rivolta a grandi progettisti italiani e stranieri per un’importante qualificazione del contesto urbanistico e infrastrutturale. Il risultato è una contaminazione originale e affascinante che, salvaguardando la lettura storica, apre lo scenario a nuove e intriganti esperienze. La selezione fotografica è stata condotta sulla base di criteri di qualità e rilevanza attorno a tre grandi temi, assieme concreti ed ideali: il rapporto fra costruito e ambiente naturale; la relazione fra architettura e fruizione sociale; la funzione degli edifici nella rappresentazione fra i poteri politici ed economici. Il nostro plauso va ai progettisti, ai professionisti, agli artisti e ai curatori che, con impegno corale, hanno reso possibile una figurazione della Repubblica tale da inserirsi onorevolmente nella prestigiosa cornice della Biennale; fornendo uno spaccato così autentico e al contempo esemplare da poter affascinare i visitatori. Siamo certi che anche questo possa essere considerato un interessante biglietto da visita sia per l’immagine della nostra amata Repubblica, sia per la valenza culturale che essa sa esprimere.